La goccia, in primo piano, che l'occhio non focalizza perché concentrato a fissare ciò che sta in secondo piano, si allarga, si sfuoca e la luce che filtra attraverso, improvvisamente, restituisce i suoi mille colori. Il bianco non è mai bianco.
domenica 29 settembre 2013
Momenti di contemplazione
Fissare qualcosa in lontananza, in secondo piano, all'interno dell'abitacolo dell'auto, attraverso il finestrino su cui si sono depositate le gocce della pioggia: e vederci dentro strane forme, colori, linee... Somiglia a ciò che si otterrebbe aumentando la nitidezza dell'immagine che ritrae i colori della madreperla, a quello che vedevo alle elementari osservando al microscopio le ali di un insetto, a quello che vedi quando i raggi del sole ti passano tra i capelli, fra le ciglia.
La goccia, in primo piano, che l'occhio non focalizza perché concentrato a fissare ciò che sta in secondo piano, si allarga, si sfuoca e la luce che filtra attraverso, improvvisamente, restituisce i suoi mille colori. Il bianco non è mai bianco.
La goccia, in primo piano, che l'occhio non focalizza perché concentrato a fissare ciò che sta in secondo piano, si allarga, si sfuoca e la luce che filtra attraverso, improvvisamente, restituisce i suoi mille colori. Il bianco non è mai bianco.
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